23.10.2026
L'intervento del Presidente Antonio Patuelli a 'Fattore R' a Rimini
‘Tra Ires, cedolare secca, e addizionali varie per banche e assicurazioni, la somma che pagano gli azionisti delle banche si avvicina al 60% di imposte. Qualcuno mi spiega perché le big tech che vengono da fuori Europa pagano invece pochissimo?’.
Lo ha detto Antonio Patuelli, Presidente dell’Associazione Bancaria Italiana (Abi) e della Cassa di Ravenna intervenendo questa mattina al Teatro degli Atti di Rimini a Fattore R Romagna Economic Forum.
Incalzato sul tema della tassazione alle banche, Patuelli ha spiegato che ‘Bisogna rimettere in ordine i principi del diritto: noi siamo uno Stato costituzionale di diritto e l’articolo 53 della Costituzione dice che tutti devono pagare le tasse in proporzione, non c’è scritto che alcuni devono pagare di più, non si sa perché, ma c’è scritto che devono pagare tutti, qualsiasi sia la merceologia, perchè non abbiamo un sistema corporativo ma costituzionale di diritto. Il cittadino che compra azioni di una banca o che compra fondi comuni che hanno azioni bancarie deve pagare come quelli che prendono azioni di altre merceologie’.
In chiave più locale, il Presidente dell’Abi e della Cassa ha sostenuto con forza la propria battaglia per l’estensione della Zes.
‘Ho studiato la Zes _ ha detto _ e vedo come è fortunato il comune di Gabicce che ha tutte queste facilitazioni burocratiche mentre, attraversando il torrente Tavollo, tutte queste agevolazioni non ci sono più. La norma europea prevede che uno Stato non possa essere tutto in Zes. Però la può ottenere per ambiti provinciali o comunali, là dove ve ne siano le caratteristiche. Quali sono le aree che possono ottenere la Zes? Nell’Appennino centro-settentrionale ci sono molti comuni spopolati, con infrastrutture di epoche storiche e che non hanno chances di ripresa nonostante le attenzioni delle Regioni. La mia idea, che ha trovato per ora solo consensi e nessuna obiezione è che le zone depresse spopolate dell’Appennino e qualcuna delle Alpi abbiano tutto il titolo ad avere la Zes piena. Poi se si vuole deburocratizzare tutto il Centro-Nord, ben venga: ma non si dica che comuni con la Zes piena non se ne possono avere perché non è vero’.
Più in generale, Patuelli ha affermato che ‘Non bisogna essere limitati dai confini amministrativi: questi sono legati all’amministrazione pubblica, ma non sono limitanti né per la cultura né per l’economia. Per la cultura bisogna ragionare con orizzonte almeno europeo: i nostri giovani ragionano europeo in automatico, la loro area è l’Europa. E un orizzonte non solo europeo deve essere prioritario in termini economici: senza questo orizzonte non si marcia e non si recuperano spazi’.
Ed infine, sui tassi e le aspettative economiche: ‘Noi abbiamo il 2,50% del tasso della Bce _ ha chiuso Patuelli _, poco più della metà del tasso americano e del tasso britannico. Da qualche giorno il mercato dei titoli di stato sta dando segni di tensione molto superiore rispetto all’aumento del tasso BCE (0,25%). C’è un motto di Metternich che dice che quando Parigi starnutisce, l’Europa ha l’influenza. Il rendimento dei titoli a dieci anni questa mattina ha aperto a Parigi a 5.06, tasso più alto in Europa, doppio del tasso ufficiale della Bce. Noi Italia siamo al 4.59. Lo spread con i titoli tedeschi è 128 punti base, molto più basso di quelli che ricordiamo drammaticamente. Ma la Germania non ha più tassi vicini a zero, questa mattina era 3,31%. Il Regno Unito è il 5.31%, gli Usa 4.97%’. Quando crescono questi tassi le banche devono per ragioni di prudenza cautelarsi, coprendo eventuali dinamiche potenziali di mercato con ulteriori accantonamenti prudenziali: le banche non sono monadi, non hanno la pietra della fortuna. Sono fatte di persone e vivono in un mercato aperto mondiale’.
Rimini, 23 ottobre 2026