16.07.2026

Antonio Patuelli rieletto per acclamazione Presidente dell'Associazione Bancaria Italiana

Il neoeletto Consiglio dell’ABI, che si è riunito oggi dopo l’Assemblea annuale, sulla base della proposta unanime formulata dal Comitato esecutivo, ha elettoper acclamazione Antonio Patuelli Presidente dell’ABI.


A seguire la relazione del Presidente Patuelli all'assemblea dell'Associazione Bancaria Italiana.


 

E’ la prima Assemblea dell’ABI senza Maurizio Sella e Piero Barucci, illustri Presidenti emeriti dell’ABI: li ricordiamo commossi per i loro insegnamenti di vita, cultura, etica e innovazione bancaria, per il loro impegno, la passione civile per lo sviluppo del mondo bancario, per lo spirito sempre costruttivo e propositivo e per l’amicizia.
Ringraziamo il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella anche per essere venuto in ABI per ricordare con noi Barucci e Sella.
E’ scomparso Natalino Irti, insigne giurista e banchiere, Proboviro ABI.
Ricorderemo sempre Maurizio Sella, Piero Barucci e Natalino Irti, esemplari banchieri italiani di respiro europeo.

Appaiono lontani i sogni di pace del 1989, quando finì la “guerra fredda” e si aprì una fase di speranze di libertà e di prosperità. Ora soffriamo vedendo involuzioni, con gravi conflitti che limitano le libertà, calpestano i diritti, fanno prevalere gli egoismi miopi sui grandi principi di crescita civile, economica e sociale. Anche la demografia e l’economia soffrono per queste sempre più ampie e lunghe guerre.
I limiti alle libertà delle persone e dei commerci producono forti problemi anche per chi non partecipa a guerre, ma ne subisce gli effetti che contrastano con lo sviluppo, diffondono inflazione e impoveriscono anche i non belligeranti, creano più rischi e indeboliscono imprese, famiglie e banche con conseguenze a catena. Le incertezze prospettiche geopolitiche scoraggiano gli investimenti e le domande di prestiti, come emerge nell’indagine sul credito della Banca d’Italia.

Siamo usciti dagli effetti anche economici della pandemia e ci siamo trovati in una nuova emergenza economica e sociale per i rincari innanzitutto dell’energia, soprattutto per i paesi europei che ne sono grossi importatori, come l’Italia. Lo sviluppo delle tecnologie e dell’intelligenza artificiale contribuisce ad accrescere la “fame di energia”. Occorre un nuovo spirito per contrastare le conseguenze delle guerre.
In occasione della pandemia sono state importanti le iniziative dell’Unione europea, come il PNRR che sta concludendosi. Ora occorrono nuove iniziative europee, con ingenti investimenti pubblici e privati che favoriscano la crescita.
Necessita più tempestività per le decisioni europee, con investimenti nel futuro, per il capitale umano, i giovani, le donne e per le innovazioni.
Non si possono attendere i tempi lunghi dei veti di singoli Stati e non c’è tempo per aspettare una nuova Costituzione per l’Europa, la via maestra per l’integrazione in una nuova democrazia.
In questa fase, per evitare la paralisi decisionale dei veti, occorrono nella UE le cooperazioni rafforzate degli Stati. Lo stesso Euro è una cooperazione rafforzata: se fosse stata attesa l’adesione di tutti gli Stati della UE, l’Euro non sarebbe nato e non varrebbe ora un quinto delle valute mondiali. Necessitano misure che stimolino gli investimenti privati, con la migliore utilizzazione, sempre libera e responsabile, del risparmio che è
opportuno venga attratto da investimenti produttivi e finanziari anche a medio e lungo termine, con la riduzione della pressione fiscale per i risparmiatori in proporzione alla durata: ciò sarebbe vantaggioso per i risparmiatori, che potrebbero ottenere maggiori rendimenti, e per gli Stati che, pur riducendo le aliquote fiscali in proporzione alla durata degli investimenti, avrebbero più introiti per la maggiore redditività degli investimenti del risparmio a medio lungo termine. E’ urgente che la UE approvi i provvedimenti per l’Unione dei Risparmi e degli Investimenti.

Ancor più in una fase di emergenza sono indispensabili le semplificazioni e la de-burocratizzazione (che non sono abolizioni di regole del mercato): è urgente che entrino in vigore. La Banca d’Italia e la BCE, la CONSOB, i Ministri dell’economia di Francia, Germania, Italia, Olanda, Polonia e Spagna, e l’EBA hanno fatto importanti passi per le semplificazioni e la maggiore efficienza e trasparenza dei mercati.
Importanti sono le nuove spinte della Commissione europea per le semplificazioni e la proporzionalità delle regole bancarie, senza ridurre capitali e 
liquidità, pilastri fondamentali dell’indispensabile stabilità. Il Parlamento europeo ha adottato nuove norme per gestire le crisi bancarie.
Occorre più iniziativa delle Istituzioni europee per la pace, la prosperità, la sostenibilità ambientale e sociale e per la maggiore competitività economica del mercato europeo e della UE anche difronte ai dazi, agli sbalzi del cambio Euro/Dollaro USA, all’applicazione, altrove non coerente, degli accordi di Basilea.
Luigi Einaudi insegna che sono preferibili le libertà degli scambi, le libertà doganali e il “disarmo doganale”. Sono indispensabili e urgenti i completamenti dell’Unione bancaria, dei mercati dei capitali e dei risparmi, e la minore concorrenza fiscale fra gli Stati della UE.
Occorrono nuove regole comuni, Testi unici o “Codici” europei di diritto innanzitutto bancario, finanziario, fiscale e penale dell’economia per far crescere la competizione economica con regole uniformi e più semplici, in un mercato davvero unico. Le potenzialità dell’economia europea sono enormi se si realizzano regole semplici e sempre più identiche, con maggiore indipendenza energetica e tecnologica, anche con fondi europei non utilizzati.
Basso debito pubblico e banche sane, solide e rispettate sono indispensabili per la stabilità finanziaria, lo sviluppo e per ancor migliori rating internazionali che l’Italia merita. Apprezziamo quanto sostenuto dal Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta al Forex: “la solidità raggiunta dalle banche italiane costituisce oggi un elemento di stabilità per l’Italia. Traducendola in sostegno agli investimenti, all’innovazione e alla diffusione delle tecnologie digitali, gli intermediari forniranno un apporto fondamentale alla crescita della nostra economia”.
Utile è l’esperienza della Zona Economica Speciale (ZES) unica per il Mezzogiorno che offre vantaggi e semplificazioni per gli investimenti: la ZES è stata recentemente ampliata a Comuni di Umbria e Marche e sarebbe utile che comprendesse anche il Centro Nord.

Il mondo bancario è all’avanguardia per gli investimenti e l’utilizzazione delle più nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale: nel 2025 le banche in Italia vi hanno investito 6,3 miliardi, come evidenziato da ABILab, il centro di ricerca e innovazione promosso dall’ABI. Le banche sono molto impegnate per la sicurezza e la legalità, per la gestione responsabile dell’intelligenza artificiale e nella lotta al riciclaggio, all’usura, agli illeciti siti finanziari, agli attacchi agli ATM (cosiddetti Bancomat), alle frodi e alle truffe che utilizzano tecnologie e che sono un’emergenza sociale.
L’innovazione e la sicurezza debbono procedere assieme: la sicurezza digitale è una priorità. Le banche, con ABI, Ossif (il Centro di ricerca dell’ABI sulla sicurezza anticrimine), Certfin (in collaborazione fra ABI e Banca d’Italia) e sempre con le competenti Autorità, rafforzano continuamente gli investimenti e l’impegno contro ogni forma di criminalità tecnologica.
Anche per questo è indispensabile una vigilanza omogenea nella UE per le banche e per soggetti finanziari diversi, come le piattaforme tecnologiche
finanziarie, in un mercato europeo veramente unico. Difronte ad iniziative concorrenti di operatori finanziari non bancari, le banche sono spinte a valutare anche ampliamenti dei servizi offerti.
 
Le banche in Italia, con grandi investimenti, sono impegnate per lo sviluppo di privati sistemi di pagamenti paneuropei e per l’Euro digitale (la terza
forma dell’Euro dopo le metalliche e cartacee), per strumenti di certezza del diritto, di garanzia di indipendenza, di sicurezza, di stabilità e di integrazione economica e finanziaria, di lotta al riciclaggio e di libertà di scelta per ciascuno nella concorrenza internazionale dei sistemi di pagamento.
La maggiore diffusione in Italia dei pagamenti digitali, favorita anche dai “Protocolli POS”, porta più tracciabilità, trasparenza e concorrenza, minori costi e meno evasione fiscale. Il Governatore Panetta ha affermato che “si stima che ogni punto percentuale in più della quota di spesa digitale sul totale delle transazioni generi quasi mezzo punto di gettito IVA aggiuntivo”.
Nell’era dell’intelligenza artificiale, che non rappresenta la fine della storia, occorrono aggiornamenti del costituzionalismo e un nuovo umanesimo,
come indica l’Enciclica di Papa Leone, che faccia sempre prevalere le responsabilità umane sulle macchine che non sono persone fisiche, né giuridiche e che debbono aiutare le persone, non guidarle.
Le banche del futuro dipenderanno dalle responsabilità delle persone e dovranno sempre tutelare la piena riservatezza dei dati.
Le prospettive delle banche e del lavoro saranno fra i temi al centro del dialogo con le Rappresentanze Sindacali dei Bancari per il nuovo Contratto Nazionale di Lavoro. Le persone sono al centro del mondo bancario che sviluppa una cultura del lavoro positiva e inclusiva, con pari opportunità e equilibrio di generi, per sempre più elevata qualificazione professionale e per la finanza sostenibile.

La tutela del risparmio e l’educazione finanziaria sono fra i principali obiettivi che le banche sviluppano con senso di responsabilità, assieme alla Fondazione per l’Educazione Finanziaria promossa dall’ABI. In Italia, a cominciare dal Mezzogiorno, crescono da mesi i prestiti bancari a famiglie e imprese, vi è più offerta che domanda di prestiti, anche per le incertezze e le crisi internazionali.
Concordiamo col Governatore Panetta nel ritenere utili le garanzie per “correggere fallimenti di mercato, riservando il sostegno pubblico alle aziende meritevoli con reali difficoltà di accesso ai finanziamenti e assicurando che il beneficio sia effettivamente trasferito ai prenditori”.
Le garanzie hanno un ruolo accessorio: è indispensabile che le banche valutino sempre il merito creditizio.
Dal 2024 il Fondo Centrale di Garanzia, come indicato dalla Relazione annuale della Banca d’Italia, “ha reintrodotto il divieto di garantire i prestiti alle imprese classificate come più rischiose in base al modello di rating utilizzato dal Fondo”. Allontanatasi la fase della pandemia e dei prestiti allora ampiamente garantiti, si constata che, sotto il controllo delle competenti Autorità, vi è stata un’ampia correttezza delle banche anche in quelle attività, con costi per lo Stato minori di quelli inizialmente previsti. Le banche collaborano con le Istituzioni anche per ogni iniziativa sociale, come i prestiti a studenti e giovani.
Le banche hanno affrontato ogni tipo di crisi, hanno applicato in Italia tante riforme e hanno fatto in questi anni continui, ingenti rafforzamenti di capitale e riorganizzazioni più che in altre parti d’Europa, con il costruttivo ruolo dei Sindacati dei Bancari. Le banche in Italia fanno più della loro
parte, per senso di responsabilità, per la lotta costante ad ogni forma di illegalità, per gli interventi di solidarietà a famiglie e imprese innanzitutto per le calamità naturali, per il sostegno diretto e indiretto alle esigenze sociali e con livelli di tassazione  superiori a quelli dovuti per l’art. 53 della Costituzione. Le banche sono impegnate nella semplificazione dei linguaggi, per l’inclusione finanziaria e per il recepimento delle nuove regole sul credito ai consumatori.
La biodiversità delle banche, tutte diverse, talune anche protagoniste in Europa, rafforza la concorrenza. Difronte alla crescente interconnessione tra rischi geopolitici, economici, tecnologici e operativi, le banche debbono aggiornare ancor più rapidamente i modi d’operare per la stabilità finanziaria.

L’ABI vive nel continuo dialogo fra gli associati, ha creato vari Comitati tecnico-strategici e gruppi di lavoro, oltre al Comitato per gli Affari Sindacali e del Lavoro e alle Commissioni regionali, per sviluppare ancor più analisi e proposte, e opera con intensa collegialità fra gli Organi dell’Associazione, con le ampie competenze e responsabilità del Direttore Generale Marco Elio Rottigni e della struttura.
L’ABI promuove la legalità, le sensibilità ambientali, lo sviluppo sostenibile, latutela degli interessi legittimi dei clienti, i valori etici e sociali, l’inclusione e la responsabilità sociale, la sana e prudente gestione bancaria, la corretta imprenditoria, per un mercato libero, concorrenziale e vigilato.
L’ABI pratica il metodo del confronto con ogni livello istituzionale, con le rappresentanze delle imprese, dei lavoratori e dei consumatori.
Crediamo nella democrazia costituzionale, con libertà d’impresa e giustizia sociale, crediamo in un’etica anche superiore alle leggi: le banche debbono essere esemplari. 

La dimensione morale dell’economia persegue insieme l’efficienza economica, il profitto e la promozione di sviluppo solidale, sostenibile e sociale.
La forza morale è motore di economia sociale e di mercato. Le banche debbono sempre competere anche sulle evoluzioni tecnologiche,
predisponendosi culturalmente anche a quelle future e imprevedibili. Le banche debbono sempre avere e diffondere forte senso di responsabilità,
difendere i risparmiatori, promuovere la cultura finanziaria e un clima di fiducia. I banchieri debbono operare con intransigenza morale per la legalità e, come insegna Einaudi, debbono essere sempre “sperimentati, prudenti ed indipendenti”.

 


Antonio Patuelli
Presidente Associazione Bancaria Italiana


Nella foto: il Presidente dell'Abi Antonio Patuelli con il Ministro dell'Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti ed il Governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta


Roma, 15 luglio 2026



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